|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
PREMESSA: questo progetto educativo nasce dal lavoro della Comunità Capi del Gruppo Mazara del Vallo 4, che si è impegnata a rileggere la realtà del proprio territorio e dei propri ragazzi per stabilire nuovi traguardi educativi da percorrere nei prossimi tre anni e che si concretizzeranno in attività e iniziative proprie del metodo scout. Questo documento, stilato e approvato da tutti i capi del gruppo, è lo strumento di condivisione della nostra proposta con le famiglie e con le altre realtà educative a noi vicine. PRESENTAZIONE DEL GRUPPO: il gruppo Mazara del Vallo 4, nato nel 1991 e sorto nella Parrocchia Santa Maria di Gesù, è l'unica realtà scout Agesci della città. Dal 2000 i capi hanno deciso di abbattere le barriere parrocchiali e di intraprendere un "progetto cittadino" che mira all'apertura di nuove unità in altre realtà e in particolare in quello stesso anno è stata aperta l'unità L/C e nel 2005 è stato inaugurato un nuovo reparto nella parrocchia "Maria SS del Paradiso". Attualmente quindi il gruppo è costituito, oltre che dalla Comunità Capi, da 4 unità: 1 L/C, 2 E/G e 1 R/S. Questi i dati dei censimenti all'inizio del progetto cittadino e negli ultimi due anni di attività:
I dati confortanti e i risultati conseguiti ci spingono a continuare il nostro cammino di espansione per portare lo scoutismo in altre parrocchie coinvolgendo la forania nella condivisione dei nostri propositi. ANALISI INTERNA: Il gruppo ha vissuto in questi anni un cammino intenso, dato dall'ingresso di nuove persone in CoCa, ma soprattutto per gli sforzi nell'apertura di una nuova unità. Il cambio di parroco a S. Maria di Gesù ha portato una nuova ventata di iniziative soprattutto nel campo della fede e dell'aspetto sacramentale, che ha posto nuovi obiettivi sul ruolo del capo-catechista. Il cammino si è concluso nel 2006 con il Campo di Gruppo.
Karol Wojtyla: il reparto di nuova apertura ha stentato a partire nel primo periodo per diversi fattori tra i quali: l'assoluta novità della proposta scout per una Parrocchia caratterizzata da forti tradizioni proprie e la consequenziale inesperienza del metodo scout da parte dell'A.E. L'età dei ragazzi non supera i 14 anni, per cui ancora manca la verticalità che si sta instaurando pian piano col cammino. In questi due anni si è fatta una semplice programmazione finalizzata alla nascita delle tradizioni e alla costituzione di un vero reparto di esploratori e guide a partire dai simboli e dai valori di fondo. Il cammino individuale di Progressione Personale è partito con il nuovo Sentiero. La catechesi, gestita dai capi, ha seguito il tempo liturgico e il piano pastorale (Riconciliazione).
ANALISI DEL TERRITORIO: l'apertura dei confini del gruppo ci impone di vedere una realtà non più ristretta al quartiere S. Maria di Gesù, ma allargata ai confini dell'intero comune. Questa necessità è dettata anche dal fatto che nonostante si lavori in due ambienti ben definiti (S. Maria di Gesù e Maria SS. Del Paradiso) le iscrizioni abbracciano l'intero territorio comunale e condizioni socio-economiche abbastanza varie. Non è stato possibile avere una mappatura delle realtà giovanili e dei servizi per i giovani presenti nel territorio in quanto gli enti preposti si sono trovati impreparati a soddisfare la nostra richiesta. La realtà cittadina attuale è caratterizzata dalla cultura del bar e della piazza, unici luoghi di aggregazione pubblici. La presenza di giovani nelle parrocchie si è ridotta notevolmente e la Chiesa è un luogo d'incontro solo in casi sporadici. Tuttavia si rileva che i ragazzi frequentano con maggiore assiduità attività sportive (palestra, calcetto ecc) e ludiche (corsi di musica, danza, canto ecc). Anche la scuola prova a coinvolgere i ragazzi con maggiori attività ricreative ma con risultati discutibili. Mancano quasi totalmente gli spazi per i bambini. Cambia il modo di interagire tra le famiglie e le varie agenzie (maggiormente delegate a svolgere funzioni educative verso i ragazzi), ma è sempre più difficile per le famiglie far passare i giusti valori (che spesso vanno in contrasto con gli stessi espressi dalle associazioni a fini educativi) assistendo ad una realtà giovanile omologata e priva di regole: i ragazzi non hanno orari, frequentano pub ed enoteche e si assiste ad un uso indiscriminato di alcolici e sostanze stupefacenti anche in età molto basse. A testimonianza del "business dell'alcool" basti notare il gran numero di enoteche che aprono e tengono aperti i locali anche la sera. A questo dobbiamo aggiungere anche una disaffezione verso la città che i ragazzi non sentono più loro e che anzi sperano di poter lasciare al più presto con l'età dell'università. La disaffezione in alcuni casi si converte in paura, visti i crescenti episodi di microcriminalità che coinvolgono i giovani come primi protagonisti.
Scarica la versione in pdf >>> |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||